Exodus Cassino c’è

di Luigi Maccaro

Anche nella Comunità Exodus di Cassino, la festa dei lavoratori avrà una sottolineatura speciale.
Mercoledì 30 aprile, a partire dalle ore 20.00, in concomitanza con decine di altri eventi simili che si svolgeranno in tutta Italia, da Trento a Reggio Calabria e con qualche sede anche all’estero (Londra, Marsiglia, Strasburgo), si svolgerà la “Notte del lavoro narrato”.
Tutti insieme, alla stessa ora, per leggere, narrare, cantare, ascoltare storie di lavoro. Ci sarà Angelo che fa il meccanico, che è innamorato del suo mestiere e trova soddisfazione nel lavoro ben fatto. Ci sarà Carmine che fa il falegname, che vive del profumo del legno e ama curare i particolari. Ci sarà Angelo che fa l’apicoltore e ama vivere in mezzo alla natura come le api di cui si prende cura. Ci saranno altri che come loro hanno vissuto storie difficili ma grazie alla comunità sono ripartiti e grazie al loro rapporto con il lavoro oggi si sentono realizzati.
La notte del lavoro narrato nasce dall’iniziativa di Vincenzo Moretti e Alessio Strazzullo. Per qualche ora si ritroverà un pezzo di quell’Italia fondata sul lavoro. L’Italia del barista e della scienziata, dell’artigiano e dell’impiegata, del musicista e dell’operaia, del ferroviere e dell’apicultore, della maestra e del maker, dello start-upper e del meccanico, donne e uomini normali che ogni giorno con il proprio lavoro, con l’intelligenza, l’amore, l’impegno che mettono nelle cose che fanno, creano le condizioni per dare più senso e significato alle loro vite e dare più futuro al nostro Paese.
Exodus ha sempre considerato il lavoro un importante strumento educativo capace di restituire dignità a quegli uomini e a quelle donne che per mille ragioni diverse hanno smarrito il senso della propria esistenza finendo in condizioni di dipendenza e di grave marginalità sociale.
I ragazzi “imparano facendo”, attraverso il lavoro si impara a progredire come persona e si impara a relazionarsi con gli altri: con il gruppo di lavoro, con i tecnici, con realtà esterne al proprio contesto di vita. Il lavoro è anche occasione di verifica degli obiettivi stabiliti con gli educatori, dunque misura inequivocabile del proprio impegno ed è per questo viatico straordinario per la costruzione del proprio percorso di autonomia individuale. Attraverso il lavoro si impara a conoscere, a confrontarsi e a superare i propri limiti. Il lavoro è un tema che consente di varcare i confini della comunità e continuare l’opera di coinvolgimento reciproco con il territorio. Un territorio, quello del Cassinate, in gravi difficoltà economiche ma ricco ancora di persone, lavoratori e imprenditori he pensano che “ciò che va quasi bene” non va bene, che mettono sempre una parte di sé stessi in quello che fanno, che provano soddisfazione nel fare bene una cosa a prescindere, qualunque essa sia: pulire una strada, progettare un centro direzionale, scrivere l’enciclopedia del dna, cucinare la pasta e fagioli. Appuntamento dunque in comunità per la vigilia del primo maggio, per leggere, narrare, cantare, dipingere, rappresentare, condividere storie di lavoro.
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