A Rosarno si Cunta e si Canta

di Josephine Condemi (Calabresi Creativi)

Una scommessa nella scommessa. Far coincidere l’anteprima del Cunta e Canta, il primo festival calabrese open source, con La Notte del Lavoro Narrato.
Perché vediamo (e sentiamo) una comunione d’intenti: l’idea che si possa raccontare un territorio ripartendo dalle persone che ci mettono la faccia.
E quindi, abbiamo cominciato a girare la provincia di Reggio Calabria, partendo da Rosarno e dintorni.
Grazie agli amici di A di Città, abbiamo incontrato Tony Ascone, Khadim Gayé, Rosa Morabito, Angelo Siciliano, Yaya e Turi, Domenico Cristofaro, i Kasumai…
Sette mondi, per un raggio di pochi chilometri…
Li incroceremo questi mondi. E li scopriremo insieme, il 30 aprile, in piazza Convento, a Rosarno.
Con Cityteller stiamo studiando altre sorprese…
Ci divertiremo… scommettiamo?

#lavorobenfatto: il seme della nuova industria culturale

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Sono 68 le storie di lavoro che potete leggere qui, su Timu, nella raccolta #lavorobenfatto.

Storie che nascono dalla voglia degli studenti dei Corsi di Formazione e cultura digitale (Laurea in Scienze della Comunicazione) e di Progettazione e formazione a distanza (Laurea in Scienze Pedagogiche) della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli nell’anno accademico 2013-2014, di partecipare alla narrazione collettiva del lavoro ben fatto e dell’approccio artigiano. Alla base – forse lo sapete già, ma ripeterlo non fa mai male – la voglia di ritornare a parlare di lavoro, declinato al passato, al presente e al futuro. La stessa voglia che ci sta portando al 30 Aprile verso La Notte Del Lavoro Narrato.

Le storie, e i tre video che alcuni ragazzi hanno prodotto durante il corso (Testa, mani e cuore – #lavorobenfatto, Napoli: storie di lavoro, Scrivere è innamorarsi) hanno preso vita in un vero e proprio “laboratorio” di idee e metodologie che grazie all’incontro di Maria D’Ambrosio (titolare degli insegnamenti sopra citati) e Vincenzo Moretti, ha affrontato il tema della ricostruzione e della promozione di una nuova “epica sociale” capace di ribaltare sensi e piantare il seme della prossima industria culturale (a proposito, non perdetevi l’incontro del 2 Aprile “Industria Culturale 3.0, al Suor Orsola Benincasa, sala degli Angeli ore 16:30).

Un laboratorio, fisico ed immateriale, uno spazio aumentato che ha dato la possibilità ai ragazzi di pensarsi e diventare autori di storie di lavoro ed impegno, di dedizione e forza di volontà.

Dall’introduzione a #lavorobenfatto:

“I nuovi miti e i nuovi eroi che le studentesse e gli studenti sono andati a ‘pescare’ nelle loro piccole leggende personali, familiari e territoriali, fanno luce su un repertorio umano sul quale abitualmente non ci si sofferma. Il #lavorobenfatto è diventato, infatti, una chiave di lettura, un filo rosso, perché ciascuno potesse riguardare nell’ordinario della propria vita e rintracciare quelle storie da trasformare in stra-ordinarie, così da poter guardare ai loro protagonisti come a degli ‘eroi’: l’esempio concreto, in tutta la loro piccola ‘drammatica’ realtà, cui dar voce per farne il ‘buon esempio’.”

Noi della Bottega Exodus Ahref ci saremo

di Bottega Exodus Ahref

La Bottega Exodus Ahref è una redazione “aumentata” che ha preso vita all’interno della comunità di Cassino di fondazione Exodus Onlus. Ci occupiamo di citizen journalism, storytelling e produzione di contenuti multimediali.
La parola chiave del nostro progetto è “condivisione”, i nostri spazi sono la redazione nella comunità di Cassino,
la rete, e tutte le community che vogliono ascoltare e condividere le nostre (e le loro) storie.

Nel video che potete vedere qui sotto spieghiamo i motivi per cui partecipiamo alla notte del lavoro narrato il 30 aprile.

L’Italian Institute for the Future (IIF) verso il 30 Aprile

di Vincenzo Luise
L’Italian Institute for the Future (IIF) è un’organizzazione no-profit che ha l’obiettivo di elaborare scenari e previsioni sul futuro e promuovere politiche sostenibili e di lungo termine per l’Italia del domani.

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Siamo felici di essere stati invitati a partecipare a LA NOTTE DEL LAVORO NARRATO e abbiamo accettato l’invito con entusiasmo. Crediamo infatti che la vision che ci caratterizza non possa prescindere dal lavoro quotidiano che ogni giorno “gli artigiani del sapere” svolgono con passione e dedizione. Il futuro non è una categoria astratta è può essere interpretato e indirizzato su una strada di utilità collettiva solo attraverso il lavoro ben fatto.

Abbiamo riscontrato più volte la difficoltà degli uomini di scienza a raccontare il proprio lavoro ma sopratutto la propria vita di artigiani. La distanza che intercorre tra il mondo scientifico e la vita quotidiana delle persone è abissale e l’idea con la quale l’IIF si propone di partecipare sta proprio nel far raccontare a chi lavora nel campo scientifico il proprio lavoro quotidiano attraverso tre categorie: un luogo, un libro, un film.

La narrazione del lavoro dei nostri ospiti sarà un cammino guidato da queste tre dimensioni. Laddove possibile proporremo alle stesse persone di portare con se una copia del libro per leggerne un passo, o uno spezzone del film per farlo vedere durante la serata o un foto o un video del luogo che ha caratterizzato la loro vita lavorativa.

L’incontro sarà organizzato presso la sede dell’IIF, Palazzo Diomede Carafa. via S. Biagio dei Librai 121.

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Verso “La Notte Del Lavoro Narrato” con Radio Siani

di Redazione Radio Siani

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Radio Siani partecipa alla “Notte del lavoro narrato” La Radio della Legalità promuove ed aderisce all’iniziativa: “La notte del lavoro narrato”, un evento in cui cultura popolare e impegno civile si fondono magistralmente. Un’occasione per ribadire che il diritto al lavoro e la tutela dei lavoratori non devono mai essere messi in discussione. Accogliendo positivamente l’invito dei promotori del progetto, Vincenzo Moretti e Alessio Strazzullo, Radio Siani parteciperà ad un evento unico, dalle finalità nobili e ricco d’interesse. Ci auguriamo che “La notte del lavoro narrato” possa coinvolgere attivamente gli abitanti delle comunità che hanno sposato l’iniziativa e che possa diventare un importante ed emozionante momento di aggregazione sociale e culturale. Radio Siani questa volta farà denuncia positiva, comunicando e partecipando ad un’iniziativa in cui il lavoro sarà “narrato” attraverso i racconti di chi, anche inconsapevolmente, in quel territorio ha contribuito alla sviluppo e alla promozione della legalità. Perché non c’è legalità senza lavoro!

www.radiosiani.com

Archeobar e la Notte del Lavoro narrato

di Isabella Insolvibile

Archeobar e la Notte del Lavoro narrato. Una proposta fatta e immediatamente accolta da tutta la famiglia di questo eroico – l’eroismo è nelle cose quotidiane, nel lavoro di ogni giorno, questo diritto-dovere che sentiamo così forte, no? – tentativo economico-culturale, o culturale-economico: a scegliere l’ordine dei fattori, così direttamente proporzionali, siamo tutti noi che frequentiamo l’Archeobar per lavorarci, presentarci libri, esporre opere d’arte, fare musica, chiacchierare di storia e archeologia, insegnarne ai giovanissimi facendoli divertire, bere un buon caffè o un aperitivo o un dopocena, prepararci esami, festeggiare vittorie e consolarci di sconfitte, stare insieme per trovare chi ci capisce e, se non è così, si sforza di farlo.

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Una proposta, quella della Notte del Lavoro narrato, accolta e fatta propria – nel senso stretto dell’appropriarsi sentimentalmente – innanzitutto dai due ideatori (la parola proprietari non ci piace, la cultura è un bene comune, e non ci piace neanche quella di gestori, né capi né altri sinonimi che rimandino a una conduzione oligarchica, gerarchica e padronale dell’idea) di Archeobar, e questo perché il caffè letterario che hanno inventato è proprio una sintesi narrativa del lavoro. Per capire in che senso, basta leggere le pareti di Archeobar, o osservare le mensole piene di libri in un disordine creativo, oppure la scritta angolare che rimanda a ulissi familiari e così ispiranti: Archeobar è tutto lavoro scritto e narrato, è tutto lavoro fatto e da fare. Archeobar nasce dall’idea che il lavoro, anche se esercitato in ambiti diversi, può essere coniugato, declinato, reso possibile da una sintesi, a partire da noi, dall’economia di Andrea e l’archeologia di Nicoletta, non solo lauree ma professionalità e passioni rese attive. “Cultura attiva” è il motto di Archeobar proprio in ragione di questo, e cultura attiva è prima di ogni altra cosa lavoro, diritto e dovere, di nuovo, perché non ne saremo mai stanchi.

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Il lavoro sarà narrato in Archeobar perché è una passione allegra che muove tutti noi, un lavoro entusiasmante e possibile anche a Napoli, dove siamo per scelta e non per destino, perché ci vogliamo vivere e non perché ci siamo nati. E, come nella stratigrafia del suolo del nostro bancone, il lavoro sarà narrato così, perché è strato su strato e ogni strato diverso arricchisce il precedente solo quando ci si mescola, e sedimenta e solidifica: ci dà dei piedi forti, come la storia. Allora, proprio a partire da questo felice incontro tra economia e archeologia, narreremo il lavoro, dalle parole che lo rappresentano: oikos, casa, nomos, legge e diritto, archaios, antico, logos, parola. Una specie di diritto del passato, che costruisce il nostro presente, strato su strato. Strati su strati: noi narratori racconteremo di fabbrica (dall’Italsider a Pomigliano, passati e presenti identitari), di scuola (insegnando e imparando il lavoro), di ricerca (che non è solo quella del lavoro o del bando di concorso, anzi), di volontariato (perché la strada sia luogo di comunità e non di devianza), di terra (che produce bene e non brucia), di legalità (perché l’onestà non sia straordinaria), di giornalismo (perché raccontare ciò che accade è creare cittadini consapevoli), di diversità (che è sempre ricchezza) e di tanto altro, di donne e di uomini che ogni giorno ripetono, confermano e difendono il primo articolo della Costituzione – l’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro – anche senza saperlo a memoria. Lo faremo a Napoli, che è un topos letterario ma anche una città come le altre, con gli stessi problemi e le stesse opportunità. Lo faremo in Archeobar il 30 aprile, accompagnati da musica bellissima come quella di Daniele Sepe, affiancati dalla II Municipalità e dall’Istituto Campano per la Storia della Resistenza, dell’Antifascismo e dell’Età Contemporanea “Vera Lombardi”. Lo faremo tutti insieme, uno dopo l’altro. Strato su strato.

Verso La Notte Del Lavoro Narrato. Reggio Emilia

Viaggio nei luoghi de “La Notte Del Lavoro Narrato”scopriamo come il paese si prepara al 30 aprile 2014

«L’agenda è serratissima». Così ci accolgono a Officine Educative spiegandoci che la giornata che ci attende, nella bella città emiliana, sarà piena di incontri. Vincenzo ovviamente ne è felice e io pure. Mi dice che parlare di Costituzione e Lavoro con le ragazze e i ragazzi è molto interessante, è accaduto già qualche anno fa, anche se allora erano ragazzi più grandi che frequentavano già il liceo, mentre adesso si tratta di una terza media. E comunque a noi piace giocare sul serio, agenda serrata o no, e a Reggio Emilia La Notte Del Lavoro Narrato sarà ospitata in un luogo magico e animata davvero bene. D’altronde, il maestro Yoda lo dice chiaramente che c’è «Fare o non fare, non esiste provare». E così La Notte Del Lavoro Narrato non si prova a fare, ma si fa.

Si parte con un piccolo aggiornamento in cucina, nel B&B dove da una chiacchierata “per genio e per caso” un anno fa l’idea de “La Notte Del Lavoro Narrato” ha cominciato a farsi strada nelle nostre menti. Assieme all’iniziativa nella scuola, oggi ci aspettano tre incontri, con tutti i responsabili e i partecipanti attivi che animeranno l’evento.

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Alle nove in punto siamo alla scuola media Enrico Fermi.
Ha ragione Vincenzo, incontrare i ragazzi delle scuole è sempre un’esperienza ricca, soprattutto quando si tratta di ragazzi svegli, che hanno qualcosa da dire e che non solo ti seguono stando al gioco, ma alla fine mischiano anche le carte facendoti l’unica domanda a cui è davvero difficile dare una risposta. Per fortuna la domanda l’hanno fatta a Vincenzo, che è scugnizzo vero, ed ha risposto bene. «Che cos’è il lavoro per lei?» gli chiedono, «Andare a dormire felice la sera» risponde lui. A me si avvicinano in due, a fine lezione, per chiedere cosa ho fatto per ritrovarmi videocamera alla mano nella loro classe. Rispondo che ci sono diverse strade per arrivare a fare quello che faccio io, e gli racconto la mia, ridono un po’ però poi mi ascoltano sul serio.

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Nelle riunioni mettiamo a punto tante idee, identifichiamo diversi percorsi realizzabili, chiariamo insieme soprattutto i punti chiave del nostro approccio: prima di tutto “La Notte Del Lavoro narrato” non è un evento classico. Consideriamo la partecipazione una cosa seria, e una buona parte del nostro lavoro oggi consiste nella creazione di modalità serie di coinvolgimento, progettazione e condivisione.

 A Reggio Emilia la sfida è stata colta grazie a Officine Educative, UOC servizi educativi territoriali diritto allo studio, UOC scuole e nidi d’infanzia Istituzione del Comune, UOC partecipazione giovanile e benessere, Progetto giovani. Coop Solidarietà 90, Associazione Papa Giovanni XXIII, coop. Giolli. 

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Il backstage, il racconto del lavoro che ci porterà al 30 aprile è appena cominciato. Per ora vi lasciamo alle immagini del luogo dove si terrà “La Notte Del Lavoro Narrato” a Reggio Emilia. Avete capito che posto è?

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Thanks to: Sofia Acerbi, Marina Arrivabeni, Giovanni Badalotti, Giulia Bartoli, Alfonso Corradini, Mitia Davoli, Luca Del Monte, Annamaria Fabbi, Manila Ferrari, Paola Ferretti, Tiziana Filippini, Debora Iori, Lucia Levrini, Caterina Lusuardi, Rita Paone, Eugenio Paterlini, Laura Rizzo, Gianluca Romersa, Giandomenico Silvestrone, Laura e Marco Sissa, Clara Tamagnini, Giovanni Trisolini, Livia Violi