Tutti gli articoli di moretti

Vincenzo Moretti, founder #lavorobenfatto, sociologo e narratore.

Le case del #lavoronarrato 2017

Il 28 Aprile la notte del #lavoronarrato arriva a casa Glielmo Martone, Napoli, a casa Labadiè, Marsiglia e a casa D’Ambrosio, Napoli.
Cosa vuol dire concretamente? Vuol dire che Susy e Luigi, Daniela e Valeria, Maria e Riccardo venerdì prossimo inviteranno qualche amica e qualche amico a casa e insieme a loro leggeranno, racconteranno, canteranno storie di lavoro e le condivideranno sui social con l’hashtag #lavoronarrato proprio come tutte/i le/gli altre/i.
Perché vi sto raccontando tutto questo? Perché sono convinto che se passiamo la voce invece di 3 case e 2 città venerdì sera potranno essere con noi 300 case e 100 città, anzi, è talmente facile e bello partecipare che uno si chiede come mai non siano 3000 case e 1000 città.
Dice ma io ho cercato di invitare qualcuna/o ma il venerdì sono tutti o stanche/i o impicciate/i. Nessuna scusa. Da casa potete partecipare anche solo in due, e persino in versione single.
Perché sì, ha ragione il Piccolo Principe, non è che le cose sono grandi perché ci sono grandi numeri, le cose sono grandi se hanno senso, e la nostra notte ha tanto senso, perché dove c’è lavoro c’è dignità, c’è autonomia, c’è rispetto, c’è casa. Come volevasi dimostrare. Forza, diamoci da fare.
casa

Il flashmob del #lavoronarrato 2017

Anche quest’anno non può mancare il nostro flashmob. È la formula più semplice e più immediata per partecipare alla nostra meravigliosa notte. Per tutte/i quelle/i che «mannaggia sono di turno all’ospedale», «che peccato sono sul treno che mi riporta a casa», «porcaccia miseria proprio stasera doveva capitare la festa di compleanno di mia suocera».
Partecipare non è facile, di più. Basta collegarsi a internet e scrivere il messaggio #lavoronarrato per me il lavoro vale. Si, solo questo, perché se proprio non avete un altro modo per partecipare anche così potete raccontare al mondo che anche per voi bisogna dare più valore al lavoro e meno valore ai soldi, più valore a ciò che sappiamo e sappiamo fare e meno valore a ciò che abbiamo.
Ricordate: #lavoronarrato, per me il lavoro vale.
Lo potete postare dalle 20.30 di Venerdì 28 Aprile 2017 fino a quando ne avete in tutti i social seguendo le indicazioni che potete leggere cliccando qui.
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Veronica e la lavagnetta in giro per Carovilli e Alto Molise

Care amiche e cari amici della Notte, quando dico che il 28 Aprile è un’occasione per raccontare il lavoro in tutti i modi e le forme possibili a volte sembra che io esageri, poi arriva Veronica Testa e mi scrive in chat questo: «Ciao Vincenzo, per la sera del 28 Aprile insieme all’iniziativa che contiamo di fare qui a Carovilli a me piacerebbe prendere la lavagnetta dello scorso anno e andare in giro per Carovilli e Alto Molise a catturare scatti e pensieri di chi quella notte lavora o ha fatto della propria passione, appunto, il suo lavoro. Che ne dici, ti piace come idea?»
Non so voi, ma io ho detto a Veronica che la sua idea mi piace un sacco, e allora lei il 28 Aprile farà anche questo reportage viandante, un po’ di foto, l’hashtag #lavoronarrato, e noi tutte/i la potremo seguire sulla pagina nazionale dell’iniziativa.  Buon #lavoronarrato a tutte/i.

ise

Meno 18

Ebbene si, mancano appena 18 giorni alla quarta edizione della nostra magica notte ed è il momento di fare il massimo sforzo per coinvolgere, condividere, far conoscere a quante più persone possibili il senso della nostra iniziativa e la semplicità con la quale si può partecipare.
Tanti contenuti e indicazioni utili le trovate navigando tra le pagine di queto blog, tutto ma proprio tutto quello che bisogna sapere lo potete leggere sul post dedicato alla manifestazione di quest’anno.
28 Aprile 2017. La Notte del Lavoro Narrato.
Jamme. Andiamo. Let’s go. Adelante.
‘Sta nuttata ‘e sentimento nun è fatta pe’ durmì.

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Nuttata ‘e sentimento 2017

Come ogni anno anche quest’anno sarà una grande notte a prescindere, perché l’occasione è di quelle giuste e la voglia di raccontare, di ascoltare, di stare insieme agli altri  grazie al lavoro ancora di più. Però può diventare una notte ancora più grande se ciascuna/o di noi utilizzano queste giornate che ancora mancano al 28 Aprile per parlarne alle amiche e agli amici e invitarle/i a partecipare.
Jamme, andiamo, let’s go, adelante.
‘Sta Nuttata ‘e sentimento nun è fatta pe’ durmì.
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La compagnia del #lavoronarrato

Dopo la magica notte del 30 Aprile ci siamo ritrovati in tanti a chiederci come fare per non smettere di raccontare il lavoro. Poi è arrivata Sara Landi, e da un suo post la mia proposta: 10, 100, 1000 storyteller che raccontano il lavoro, in tutti i luoghi e in tutti i modi possibili, e condividono le loro narrazioni sulla pagina del nostro gruppo su Facebook.
Dai primi commenti mi pare che le intenzioni e la voglia siano quelle giuste, sta a noi fare in modo che l’idea non resti un’idea ma diventi realtà. Appena mi inviate i link ai giornali, ai blog, alle pagine dove raccontate il lavoro li aggiungo qui, in ordine alfabetico.

#lavorobenfatto
il taccuino dell’edicolante
popfilosofia

torta

Sara e la notte che dura un anno

Ieri, Primo Maggio, alle 13.27 sulla sua bacheca Facebook la mia @mica Sara Landi ha scritto questo: «Dopo la laurea e la fine dello stage in università sono tornata a stare a Grosseto. Dieci anni fa. Di fatto una camera mia non esisteva perché stavo prevalentemente a Siena e in casa nuova ci eravamo trasferiti da poco. Ho messo una rete, un materasso e un armadio di mia nonna in una stanza. Doveva essere una soluzione temporanea. È così da dieci anni perché “dai che poi ingrani, ti fai conoscere, piano piano” ma poi non succede niente. La mia camera riflette la precarietà della mia vita. È piena di giornali e di libri accatastati perché “la libreria la comprerò quando starò per conto mio”. È piena di sogni e se sto zitta sento l’eco di tutti i pianti che ci ho fatto. È lei la custode dei miei blackout. Ma anche il posto da cui riparto. Ma quanto mi piacerebbe stare da sola, sapere di potermi pagare un affitto e delle bollette…anche questo è primo maggio…»

Oggi sempre sulla sua bacheca ha condiviso il link al gruppo facebook La Notte del Lavoro Narrato con queste parole: «Io ho partecipato e lasciato qualche contributo. E sarei pronta anche a un bis senza aspettare il 30 aprile prossimo».

Quello che penso io è che la meravigliosa testimonianza di ieri di Sara può essere la prima storia della quarta edizione della nostra Notte, quella del 30 Aprile 2017, che in quanto evento che non è un evento secondo me ha senso se si celebra una volta all’anno, ma in quanto narrazione di una comunità come la nostra può continuare ogni giorno nel gruppo Facebook, su questo blog, su #lavorobenfatto, – a proposito non ve la perdete la storia del verme di Michele –  sulle pagine e sui blog di ciascuno di noi.

#lavorobenfatto #lavoronarrato per me il lavoro vale
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Buona notte del #lavoronarrato

Mio padre e mia madre, quando chiedevamo loro «a chi vuoi più bene», rispondevano come Filumena Marturano, «’e figlie so’ figlie, so’ tutti uguali», ed è vero, assolutamente vero, poi te ne rendi conto quando diventi a tua volta genitore, anche se è una verità al cento percento solo dalla parte del genitore, perché dalla aprte del figlio lo zero virgola uno di dubbio rimane, ad esempio se lo chiedete a me rispondo che il preferito di mamma è stato sempre Gaetano e la preferita di papà Nunzia. Direi che è una preferenza che non fa differenza, «’e figlie so’ figlie, so’ tutti uguali», eppure secondo me c’è, anche se papà e mamma l’hanno sempre negata, come del resto farei io per Luca e Riccardo, i miei figli.
Perché vi racconto tutto questo? Perché sono in viaggio – guardate che novità – e da quando ho scoperto che l’ipad può fare da hotspot per il mac sto mi sono liberato della schiavitù del wifi che non funziona. Perché mi fa sempre piacere ricordare i miei genitori, che più mi faccio vecchio e più mi mancano. E perché ho deciso che quest’anno non aspetto che passi la nottata prima di ringraziare, lo faccio adesso, perché così mi dice il cuore, e perciò vi voglio dire che sono grato a tutte/i voi che anche quest’anno con il vostro entusiasmo, con la vostra partecipazione, con le cose che fate state contribuendo a fare della nostra notte la notte più bella dell’anno, che da quando l’abbiamo inventata persino quando la mattina dopo vado alla magnifica festa del Primo Maggio sto più contento, sorrido di più.
Detto ciò, che è la pura e semplice verità, ci stanno tre persone che desidero ringraziare a parte.
La prima è Cinzia Massa, con la quale condivido la vita, per la verità più nello spirito che nella realtà, che da quando lavora alla Cgil vederla è difficile e non parlare del sindacato un’impresa. Lo so, un ex sindacalista come me certe cose dovrebbe saperle, certi errori dovrebbe evitarli, ma la verità è che senza di lei non riuscirei a fare neanche la metà delle cose che faccio, l’amore è così, funziona o non funziona a prescindere. Se non si esagera eheheh.
La seconda è Giuseppe Jepis Rivello,  che lui è una delle persone più straordinarie che io abbia mai conosciuto, è stato fin dall’inizio uno dei protagonisti di questa notte, ma questa terza edizione senza di lui davvero non sarei riuscito a portarla avanti. Venerdì sera sarò a #Cip e sabato sera saremo assieme, che poi mentre come ogni anno si inventa cento cose ve lo presento, che a raccontarlo ci ho provato già.
La terza è Tina Magenta, che lei è una persona che è entrata nella mia vita in maniera incredibile, una persona di una generosità come ne esistono poche, una persona che è grande prima di tutto perché non ha mai paura di chiedere, di capire, di imparare, pur di andare avanti. La quantita di persone, di relazioni e di situazioni che questa donna ha messo in campo per la nostra notte è davvero straordinaria, sono troppo felice di averla conosciuta.
Ecco, con i ringraziamenti ho finito, anzi no, perché voglio che sappiate che anche la mia è una preferenza che non fa differenza,  che sono grato davvero a tutte/i voi, vecchie e nuove amiche, e amici.
Buona notte del #lavoronarrato a tutte/i.
vincenzo
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Oltre, Giornale di Voghera e Cantina Riluce

Buongiorno Vincenzo,
abbiamo avuto notizia della vostra intrigante iniziativa da Tina Magenta di Lomello e abbiamo deciso di aderire. Noi siamo la redazione della rivista Oltre e, insieme ai colleghi del settimanale Giornale di Voghera, pensiamo di trovarci nella cantina Riluce a Canneto Pavese, dove le colline d’Oltrepò sono sinuose e vinose e le vedute incantano. Soprattutto, lì il lavoro si narra da sé, dai piedi affondati nelle zolle, alle vendemmie, agli odori penetranti delle cantine, alle mani nodose di chi ha tagliato salici per tutta una vita. Ci sono anche artigiani della nuova era che hanno scelto Canneto come buon retiro d’ispirazione e costruiscono liuti, o bastoni da rami tortuosi. Non abbiamo ancora un programma preciso, ma sicuramente ci sarà musica, letture, canti, recitazione di poesie, racconti di qualche anziano viticoltore. Speriamo di essere all’altezza della vostra brillante iniziativa. Grazie.
Mirella Vilardi
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