Le case del #lavoronarrato 2017

Il 28 Aprile la notte del #lavoronarrato arriva a casa Glielmo Martone, Napoli, a casa Labadiè, Marsiglia e a casa D’Ambrosio, Napoli.
Cosa vuol dire concretamente? Vuol dire che Susy e Luigi, Daniela e Valeria, Maria e Riccardo venerdì prossimo inviteranno qualche amica e qualche amico a casa e insieme a loro leggeranno, racconteranno, canteranno storie di lavoro e le condivideranno sui social con l’hashtag #lavoronarrato proprio come tutte/i le/gli altre/i.
Perché vi sto raccontando tutto questo? Perché sono convinto che se passiamo la voce invece di 3 case e 2 città venerdì sera potranno essere con noi 300 case e 100 città, anzi, è talmente facile e bello partecipare che uno si chiede come mai non siano 3000 case e 1000 città.
Dice ma io ho cercato di invitare qualcuna/o ma il venerdì sono tutti o stanche/i o impicciate/i. Nessuna scusa. Da casa potete partecipare anche solo in due, e persino in versione single.
Perché sì, ha ragione il Piccolo Principe, non è che le cose sono grandi perché ci sono grandi numeri, le cose sono grandi se hanno senso, e la nostra notte ha tanto senso, perché dove c’è lavoro c’è dignità, c’è autonomia, c’è rispetto, c’è casa. Come volevasi dimostrare. Forza, diamoci da fare.
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Il flashmob del #lavoronarrato 2017

Anche quest’anno non può mancare il nostro flashmob. È la formula più semplice e più immediata per partecipare alla nostra meravigliosa notte. Per tutte/i quelle/i che «mannaggia sono di turno all’ospedale», «che peccato sono sul treno che mi riporta a casa», «porcaccia miseria proprio stasera doveva capitare la festa di compleanno di mia suocera».
Partecipare non è facile, di più. Basta collegarsi a internet e scrivere il messaggio #lavoronarrato per me il lavoro vale. Si, solo questo, perché se proprio non avete un altro modo per partecipare anche così potete raccontare al mondo che anche per voi bisogna dare più valore al lavoro e meno valore ai soldi, più valore a ciò che sappiamo e sappiamo fare e meno valore a ciò che abbiamo.
Ricordate: #lavoronarrato, per me il lavoro vale.
Lo potete postare dalle 20.30 di Venerdì 28 Aprile 2017 fino a quando ne avete in tutti i social seguendo le indicazioni che potete leggere cliccando qui.
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Veronica e la lavagnetta in giro per Carovilli e Alto Molise

Care amiche e cari amici della Notte, quando dico che il 28 Aprile è un’occasione per raccontare il lavoro in tutti i modi e le forme possibili a volte sembra che io esageri, poi arriva Veronica Testa e mi scrive in chat questo: «Ciao Vincenzo, per la sera del 28 Aprile insieme all’iniziativa che contiamo di fare qui a Carovilli a me piacerebbe prendere la lavagnetta dello scorso anno e andare in giro per Carovilli e Alto Molise a catturare scatti e pensieri di chi quella notte lavora o ha fatto della propria passione, appunto, il suo lavoro. Che ne dici, ti piace come idea?»
Non so voi, ma io ho detto a Veronica che la sua idea mi piace un sacco, e allora lei il 28 Aprile farà anche questo reportage viandante, un po’ di foto, l’hashtag #lavoronarrato, e noi tutte/i la potremo seguire sulla pagina nazionale dell’iniziativa.  Buon #lavoronarrato a tutte/i.

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Meno 18

Ebbene si, mancano appena 18 giorni alla quarta edizione della nostra magica notte ed è il momento di fare il massimo sforzo per coinvolgere, condividere, far conoscere a quante più persone possibili il senso della nostra iniziativa e la semplicità con la quale si può partecipare.
Tanti contenuti e indicazioni utili le trovate navigando tra le pagine di queto blog, tutto ma proprio tutto quello che bisogna sapere lo potete leggere sul post dedicato alla manifestazione di quest’anno.
28 Aprile 2017. La Notte del Lavoro Narrato.
Jamme. Andiamo. Let’s go. Adelante.
‘Sta nuttata ‘e sentimento nun è fatta pe’ durmì.

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Nuttata ‘e sentimento 2017

Come ogni anno anche quest’anno sarà una grande notte a prescindere, perché l’occasione è di quelle giuste e la voglia di raccontare, di ascoltare, di stare insieme agli altri  grazie al lavoro ancora di più. Però può diventare una notte ancora più grande se ciascuna/o di noi utilizzano queste giornate che ancora mancano al 28 Aprile per parlarne alle amiche e agli amici e invitarle/i a partecipare.
Jamme, andiamo, let’s go, adelante.
‘Sta Nuttata ‘e sentimento nun è fatta pe’ durmì.
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La compagnia del #lavoronarrato

Dopo la magica notte del 30 Aprile ci siamo ritrovati in tanti a chiederci come fare per non smettere di raccontare il lavoro. Poi è arrivata Sara Landi, e da un suo post la mia proposta: 10, 100, 1000 storyteller che raccontano il lavoro, in tutti i luoghi e in tutti i modi possibili, e condividono le loro narrazioni sulla pagina del nostro gruppo su Facebook.
Dai primi commenti mi pare che le intenzioni e la voglia siano quelle giuste, sta a noi fare in modo che l’idea non resti un’idea ma diventi realtà. Appena mi inviate i link ai giornali, ai blog, alle pagine dove raccontate il lavoro li aggiungo qui, in ordine alfabetico.

#lavorobenfatto
il taccuino dell’edicolante
popfilosofia

torta

Sara e la notte che dura un anno

Ieri, Primo Maggio, alle 13.27 sulla sua bacheca Facebook la mia @mica Sara Landi ha scritto questo: «Dopo la laurea e la fine dello stage in università sono tornata a stare a Grosseto. Dieci anni fa. Di fatto una camera mia non esisteva perché stavo prevalentemente a Siena e in casa nuova ci eravamo trasferiti da poco. Ho messo una rete, un materasso e un armadio di mia nonna in una stanza. Doveva essere una soluzione temporanea. È così da dieci anni perché “dai che poi ingrani, ti fai conoscere, piano piano” ma poi non succede niente. La mia camera riflette la precarietà della mia vita. È piena di giornali e di libri accatastati perché “la libreria la comprerò quando starò per conto mio”. È piena di sogni e se sto zitta sento l’eco di tutti i pianti che ci ho fatto. È lei la custode dei miei blackout. Ma anche il posto da cui riparto. Ma quanto mi piacerebbe stare da sola, sapere di potermi pagare un affitto e delle bollette…anche questo è primo maggio…»

Oggi sempre sulla sua bacheca ha condiviso il link al gruppo facebook La Notte del Lavoro Narrato con queste parole: «Io ho partecipato e lasciato qualche contributo. E sarei pronta anche a un bis senza aspettare il 30 aprile prossimo».

Quello che penso io è che la meravigliosa testimonianza di ieri di Sara può essere la prima storia della quarta edizione della nostra Notte, quella del 30 Aprile 2017, che in quanto evento che non è un evento secondo me ha senso se si celebra una volta all’anno, ma in quanto narrazione di una comunità come la nostra può continuare ogni giorno nel gruppo Facebook, su questo blog, su #lavorobenfatto, – a proposito non ve la perdete la storia del verme di Michele –  sulle pagine e sui blog di ciascuno di noi.

#lavorobenfatto #lavoronarrato per me il lavoro vale
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Buona notte del #lavoronarrato

Mio padre e mia madre, quando chiedevamo loro «a chi vuoi più bene», rispondevano come Filumena Marturano, «’e figlie so’ figlie, so’ tutti uguali», ed è vero, assolutamente vero, poi te ne rendi conto quando diventi a tua volta genitore, anche se è una verità al cento percento solo dalla parte del genitore, perché dalla aprte del figlio lo zero virgola uno di dubbio rimane, ad esempio se lo chiedete a me rispondo che il preferito di mamma è stato sempre Gaetano e la preferita di papà Nunzia. Direi che è una preferenza che non fa differenza, «’e figlie so’ figlie, so’ tutti uguali», eppure secondo me c’è, anche se papà e mamma l’hanno sempre negata, come del resto farei io per Luca e Riccardo, i miei figli.
Perché vi racconto tutto questo? Perché sono in viaggio – guardate che novità – e da quando ho scoperto che l’ipad può fare da hotspot per il mac sto mi sono liberato della schiavitù del wifi che non funziona. Perché mi fa sempre piacere ricordare i miei genitori, che più mi faccio vecchio e più mi mancano. E perché ho deciso che quest’anno non aspetto che passi la nottata prima di ringraziare, lo faccio adesso, perché così mi dice il cuore, e perciò vi voglio dire che sono grato a tutte/i voi che anche quest’anno con il vostro entusiasmo, con la vostra partecipazione, con le cose che fate state contribuendo a fare della nostra notte la notte più bella dell’anno, che da quando l’abbiamo inventata persino quando la mattina dopo vado alla magnifica festa del Primo Maggio sto più contento, sorrido di più.
Detto ciò, che è la pura e semplice verità, ci stanno tre persone che desidero ringraziare a parte.
La prima è Cinzia Massa, con la quale condivido la vita, per la verità più nello spirito che nella realtà, che da quando lavora alla Cgil vederla è difficile e non parlare del sindacato un’impresa. Lo so, un ex sindacalista come me certe cose dovrebbe saperle, certi errori dovrebbe evitarli, ma la verità è che senza di lei non riuscirei a fare neanche la metà delle cose che faccio, l’amore è così, funziona o non funziona a prescindere. Se non si esagera eheheh.
La seconda è Giuseppe Jepis Rivello,  che lui è una delle persone più straordinarie che io abbia mai conosciuto, è stato fin dall’inizio uno dei protagonisti di questa notte, ma questa terza edizione senza di lui davvero non sarei riuscito a portarla avanti. Venerdì sera sarò a #Cip e sabato sera saremo assieme, che poi mentre come ogni anno si inventa cento cose ve lo presento, che a raccontarlo ci ho provato già.
La terza è Tina Magenta, che lei è una persona che è entrata nella mia vita in maniera incredibile, una persona di una generosità come ne esistono poche, una persona che è grande prima di tutto perché non ha mai paura di chiedere, di capire, di imparare, pur di andare avanti. La quantita di persone, di relazioni e di situazioni che questa donna ha messo in campo per la nostra notte è davvero straordinaria, sono troppo felice di averla conosciuta.
Ecco, con i ringraziamenti ho finito, anzi no, perché voglio che sappiate che anche la mia è una preferenza che non fa differenza,  che sono grato davvero a tutte/i voi, vecchie e nuove amiche, e amici.
Buona notte del #lavoronarrato a tutte/i.
vincenzo
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Oltre, Giornale di Voghera e Cantina Riluce

Buongiorno Vincenzo,
abbiamo avuto notizia della vostra intrigante iniziativa da Tina Magenta di Lomello e abbiamo deciso di aderire. Noi siamo la redazione della rivista Oltre e, insieme ai colleghi del settimanale Giornale di Voghera, pensiamo di trovarci nella cantina Riluce a Canneto Pavese, dove le colline d’Oltrepò sono sinuose e vinose e le vedute incantano. Soprattutto, lì il lavoro si narra da sé, dai piedi affondati nelle zolle, alle vendemmie, agli odori penetranti delle cantine, alle mani nodose di chi ha tagliato salici per tutta una vita. Ci sono anche artigiani della nuova era che hanno scelto Canneto come buon retiro d’ispirazione e costruiscono liuti, o bastoni da rami tortuosi. Non abbiamo ancora un programma preciso, ma sicuramente ci sarà musica, letture, canti, recitazione di poesie, racconti di qualche anziano viticoltore. Speriamo di essere all’altezza della vostra brillante iniziativa. Grazie.
Mirella Vilardi
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Le occasioni colte di Maria Luisa

Maria Luisa Politi alla presentazione de Il coltello e la rete ad Atrani. Dopo la presnetazione un po’ di idee e di passioni condivise, poi il contatto sui social, poi si è messa al lavoro per organizzare qualcosa nella sua scuola per la nostra notte. Questo il messaggio che mi ha inviato stasera, lo condivido con voi perché a volte quando dico che la notte del lavoro narrato è un’occasione speciale sembra che lo dica tanto per dire, e invece no, è prorpio vero.
«Caro Vincenzo, sapessi che occasioni stiamo cogliendo grazie a questa bella iniziativa: una nonna speciale e il suo amore per l’uncinetto, un fantastico presepista, un impagliatore di sedie, una ricamatrice di tombolo, non siamo nei tempi ma volevo coinvolgere anche i volontari della Protezione civile.
Vorrei creare un’Associazione artigianale e artistica per i ragazzi e non solo, in cui i nonni e i volontari insegnino antichi mestieri. E’ un sogno che mi auguro di realizzare, perchè come dice il mio amico Enzo, uomo estremamente versatile, colto, semplice, ex insegnante di religione, ex commerciante, “Impagliare sedie ti permette di portare il pane a casa!”. Se dovessi scegliere una storia coinvolgente sceglierei la sua che, vedovo giovanissimo, si è cresciuto i figli, ha fatto di tutto, legge libri come mangia, aiuta persone con Sla, insomma un esempio di vita. E’ bastata una mia domanda al mercato per innescare un colloquio di un’ora e far nascere un’amicizia. Sai quando incontri un’anima affine? Siamo tutti lungo una strada ed è bello incontrarsi e crescere insieme!»
Si, sono felice.
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Un mese importante

Si, care amiche e cari amici, quello che ci aspetta è un mese importante per la nostra meravigliosa notte. E’ il mese in cui bisognerà produrre il massimo sforzo per informare, invitare, coinvolgere quante più persone è possibile. Perché noi lo sappiamo, la notte del #lavoronarrato non è solo un evento, è anche una testimonianza che serve a dire al mondo che per noi il lavoro e chi lavora sono importanti, meritano rispetto, valgono. Si, noi lo sappiamo, ma il fatto che lo sappiamo noi non basta, è importante che siamo in tanti, in tantissimi,  a dirlo con le nostre letture,  i nostri racconti,  le nostre canzoni, la nostra partecipazione.
E’ vero, organizzare qualcosa con gli altri è più bello, e dunque proviamoci fino alla fine, però se non ci riusciamo non è che per questo bisogna rinunciare a partecipare. Dalle 20:30 di Sabato 30 Aprile e per tutta la  ci si può connettere anche solo 10 minuti e postare una foto, una citazione, un racconto, aggiungere l’hashtag #lavoronarrato e dire in questo modo «ci sono anch’io».
Dice ma uno la sera di Sabato 30 Aprile voglio andare a cena fuori, a ballare, a vedere un film, a trovare gli amici. Perfetto, e chi dice di non farlo. Però sappi che quando torni a casa, se decidi di connetterti e di interagire con noi, noi ci saremo. Puoi scrivere una citazione, puoi leggere o raccontare una storia, e puoi farlo con un testo, una foto, un video, una canzone, un disegno, aggiungi l’hashtag lavoronarrato‬ e ci sei, contribuisci a dare senso e significato alla nostra bella lotta. Si, senso e significato. Perché dove c’è lavoro c’è casa, dove c’è lavoro c’è comunità, dove c’è lavoro c’è Italia.
Jamme, ‘sta nuttata ‘e sentimento nun è fatta pe’ durmì.
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Domenico Gaudino

Domenico Gaudino è uno degli animatori di quella splendida realtà che è ALT!Associazione Lettori Torresi. Ci siamo conosciuti a fine dicembre delle scorso anno in occasione della presentazione de Il coltello e la rete e così ho scoperto che è un ingegnere navale e che è il creatore di una striascia – i Voccapierto’s – che ha per protagonista Pietro Vocca. Sapete come sono fatto, qualche giorno fa l’ho intercettato sui social e gli ho chiesto se mi faceva una vignetta per la nostra notte. Mi ha detto di si, e oggi me l’ha mandata. Grazie Domenico. Sono troppo contento.
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Il valore del lavoro

Ieri mi è arrivata una bellissima mail di Francesco Panzetti, che tra mille altre cose è anche l’autore del fantastico logo de La Notte del Lavoro Narrato 2015.
Mi ha mandato da leggere un articolo che avrei volentieri pubblicato qui, ma lui giustamente aveva in mente il sito della sua associazione, e così ho pensato di provare a incuriosirvi regalandovene un pezzetto, che poi basta un click e la connessione con le idee di Francesco è  bella e fatta.
Buona lettura.
«Innanzitutto il lavoro è l’opera del corpo.
Il lavorio dei tendini, la percussione dei muscoli, le architravi dello scheletro. L’architettura sublime che dà forma alle idee, le immette in un campo di forze naturali e umane, nello spazio e nel tempo. Il primo trattato sul lavoro si intitolò “Le opere e i giorni”. Fu l’inscrizione del corpo nella trama della terra, il corpo che stava al mondo. Tutto attorno a noi il lavoro plasma il grande contenitore del mondo: i contadini, gli artisti, gli architetti, i muratori, ognuno dà forma al regno dell’uomo con l’opera propria. E quindi col proprio corpo. Ne porta il sudore, il ritmo dello sforzo, i canti che la gola assetata plasma dall’alba dei giorni come sollievo alla fatica.
Il lavoro è inno e gloria del corpo, viatico per l’esistenza. Si viene al mondo con sforzo, infatti, e con più sforzo ci si deve stare.
Il lavoro è scrittura nella carne del mondo.
La prima scrittura fu nella roccia — non incisa dallo scalpello del lapicida né dallo stilo dello scriba —: fu messa su a fatica, parola per parola, nelle infinite lettere delle pietre con cui le civiltà più antiche hanno eretto mura, templi e statue. L’architettura fu la prima voce del lavoro, il suo primo monumento fu monumento agli dèi.
Ma anche i solchi degli aratri scrissero il lavoro, e le righe che alternativamente i popoli italici scolpivano nel calcare da destra a sinistra e da sinistra a destra si dicono bustrofediche: come si conducono i buoi nel campo.»
bolli2016

Flash Mob #lavoronarrato 2015

Care amiche e cari amici,
se proprio nell’elenco dei partecipanti non c’è un posto dove vi potete aggregare, e nonostante i vostri sforzi non ce l’avete fatta a organizzare qualcosa a casa, partecipate al Flash Mob #lavoronarrato 2015.

Come si fa? Niente di più facile. Se non siete già iscritte/i vi iscrivete al Gruppo Facebook, postate frasi, storie, foto, canzoni, video, ecc. che raccontano il lavoro e aggiungete l’hashtag #lavoronarrato. Per Twitter, Instagram e Youtube non c’è bisogno di iscriversi a niente, postate, aggiungete #lavoronarrato e siete a posto.

Si comincia alle 20:30 di Giovedì 30 Aprile 2015 e si va avanti fino a quando ce n’è.
Se volete sapere perché tutto questo è bello e ha senso leggete questo post.
Buona Notte del Lavoro Narrato a tutte/i.
vincenzo moretti
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next stop La Notte Del Lavoro Narrato

Non sappiamo esattamente cosa succederà, ma noi ci proviamo.

Io e Piera D’Isanto, cantante, musicista, uno dei membri più attivi del nostro network de “La Notte Del Lavoro Narrato”, il 30 sera saremo in auto, girovaghi, con una telecamera e qualche strumento musicale per raccontare e cantare storie di lavoro.

Non solo le nostre, ma speriamo di raccogliere anche quelle di chi deciderà di essere nostro ospite durante il tragitto. Anzi, se qualcuno a Napoli non sa come fare per partecipare a “La Notte Del Lavoro Narrato” può mandarci un messaggio, così lo passiamo a prendere.

Piera avrà un ukulele – e non ha paura di usarlo – ed io una telecamera quindi se qualcuno di voi vuole un passaggio per La Notte Del Lavoro Narrato fateci sapere dove possiamo tirarvi su.

E noi veniamo, eh.

ArciLab Volla c’è

di Gennaro De Luca
Quest’anno noi dell’ArciLab di Volla abbiamo rinnovato la nostra partecipazione all’iniziativa la notte del lavoro narrato perché pensiamo sia una bella occasione – una delle poche per la verità -, in cui poter stare assieme, cantare, parlare, leggere, narrare avevndo in testa il lavoro, quello che c’è e quello che non c’è, quello che abbiamo e quello che vorremmo avere.
E per dare un senso ancora più forte alla nostra partecipazione abbiamo voluto ritagliarci anche proprio matrialmente il nostro “spazio” e così durante quest’ultimo week end, il 25 e il 26 aprile, abbiamo ripulito, mi viene da dire “restaurato”, la villetta Bolivar di Volla che sarà il teatro della nostra iniziativa di Giovedì 30 Aprile.
Per la serata del 30 abbiamo preparato una serie di iniziative finalizzate al coinvolgimento e alla sensibilizzazione delle persone sulle tematiche dell’ecologia e del lavoro, e ci è sembrato bello cominciare da un atto concreto, non per dare l’esempio o fare i primi della classe, semplicemente per dire che si vive e si lavora e ci si diverte meglio se si ha cura del bene comune. Solo questo, che è una piccola cosa, e che però pur essendo piccola non è poca cosa.
Se vi trovate dalle nostre parti il 30 venite a trovarci, saremo felici di condividere le nostre storie con voi.
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Storie di Prignano, di chi difende la propria terra e le proprie passioni

Storie di Prignano, di chi difende la propria terra e le proprie passioni, reinventando la sua vita ogni giorno con creatività ed ottimismo.
Programma: cena conviviale con i prodotti delle aziende, storie raccontate dal cantastorie e dai protagonisti.

Prignano è un paesino del Cilento conosciuto per i suoi fichi mmunati.
Il suo nome Periniano, Prignanum,
Priniano, Pringnano, potrebbe derivare da una deformazione del nome del pero selvatico, che abbonda sul
suo territorio, o forse dal Fondo di Plinio, Pliniarum, strada che viene dalla Calabria.
E’ stata università autonoma ed è divenuta capoluogo di comune, nel 1805.
Prignano è ancora un centro rurale con un’anima molto pulita. C’è un legame molto forte degli abitanti con
la propria terra. E’ un luogo dove si respira ancora la tradizione,come per esempio il volo dell’angelo, il
lunedì di Pasquetta.
La produzione del fico bianco (pelato o mmunnato, come si dice in cilentano) è un esempio di come il
prignanese lotta contro le avversità per andare avanti. Se il fico non fosse pelato, non si essiccherebbe
bene, dato che la zona dal punto di vista climatico è abbastanza umida.

Le Delizie dell’AcquaVona
Marcello Carola
La voglia e l’ entusiasmo di far conoscere il mio territorio di origine attraverso prodotti locali unici nasce
girovagando per i vari mercatini agricoli in Spagna dove alcuni anni fa mi ero trasferito per
lavoro,guardando e ammirando la passione che alcuni giovani agricoltori e allevatori avevano saputo
realizzare nei loro territori di origine ,mi sono chiesto perchè mi trovavo lì avendo io, nel mio paese nel
meraviglioso Cilento tante risorse,alla fine sono ritornato.
Ed è a Prignano Cilento piccolo paesino sulle colline Cilentane che alla fine del 2013 nasce Le Delizie
Dell’AcquaVona, piccolo laboratorio in cui tutto e fatto alla ricerca della semplicità e dei sapori di un
tempo. Ricette tramandate da generazioni gelosamente custodite e la voglia di far tornare alla mente i tempi
passati con i profumi e i sapori dei nostri prodotti.
Come i vschuttini (biscotti alle mandorle) o i nesprati (dolci di pan di spagna ricoperti di glassa di
zucchero) che sono stati da sempre delle prelibatezze alimentari offerte nelle varie occasioni festive
e cerimoniali del luogo o i vscuotti de pane, pane biscottato cotto in forno a legna fatto con semola di
grano duro e lievito locale,il criscito che anticamente si prestava di famiglia in famiglia.
Oltre al laboratorio,l’azienda possiede un piccolo terreno con un vecchio casale in cui si trova un grande
forno usato anticamente per l’essicazione dei fichi.
Già dall’inizio l’idea era quella di poter produrre sui nostri terreni la maggior parte degli ingredienti
indispensabili per la creazione dei nostri prodotti. Da qui il nome LE DELIZIE DELL’ACQUAVONA.
L’ACQUAVONA è il nome di un’antica sorgente che nasce da una roccia incastonata tra due ruscelli
immersa nei boschi, oltra a fornire acqua potabile a molte famiglie delle zone circostanti veniva anche
usata per mezzo di un grande lavatoio dalle donne per lavare la lana di cui erano composti materassi e
cuscini ,acqua che poi veniva usata per irrigare i campi circostanti,campi molto fertili in cui venivano
coltivati ortaggi di ogni genere.
Ai lati dei ruscelli lungo il loro corso erano piantati numerosi noccioli i quali ancora oggi producono
poch ma deliziosi frutti con cui facciamo i biscotti alle nocciole.
In un futuro non troppo lontano contiamo di poter coltivare grani antichi di un tempo tra questi il
Senatore Cappelli, così da poter panificare con farine prodotte in azienda senza l’uso di pesticidi e concimi
chimici.

Salvatore Venturiello
Prignanese, brillante studente di inggegneria meccanica fonda, nel 2005, lo studio tecnico Venturiello, con
sede in Rutino (SA), volgendo tutte le attenzioni fin dall’inizio sia sugli impianti tecnologici tradizionali
che sugli impianti ad energia alternativa, privilegiando in fondo questi ultimi, in particolare pannelli solari
termici e fotovoltaici, seguendo di pari passo la richiesta del mercato, lo sviluppo tecnologico degli
impianti, nonche le normative in vigore e da approvare in termini di efficientamento e risparmio
energetico. Con queste premesse lo studio ha acquisito e diversificato le sue capacità operative nei settori
dell’impiantistica termoidraulica, dell’elettrica civile ed industriale, della climatizzazione e dell’energie
rinnovabili. Grazie alle esperienze maturate lo studio offre consulenze per aziende che lavorano nel
settore del condizionamento come Mitsubishi Electric e del fotovoltaico come Beghelli.

Agriturismo Il Falco del Cilento
di Giuseppina Tortora
Pur essendo l’azienda ubicata a Torchiara,l’agriturismo ha comunque un legame molto stretto con
Prignano.
Nata nel 1988 da una scommessa e dall’amore per la terra di Pina ed Oreste.
Pina ha rinunciato ad un supermercato a Montecorvino, per costruire in Cilento, un piccolo agriturismo,
che è riuscita poi ad ingrandire  nel 2012 e dove la maggior parte dei prodotti che si consumano sono
prodotti nelle loro terre di Prignano, dove Pina ha acquistato più di 14 ettari, nel 2004.
Il nostro cantastorie, Andrea Anonimo
Sono le storie che generano e nutrono i cantastorie e io ne sono la prova vivente: ciò che mi affascinava di
più durante i miei studi, erano le storie… esse mi hanno dapprima incuriosito, poi stimolato, poi nutrito, e
infine mi hanno indirizzato con chiara determinazione verso le canzoni classiche napoletane, storie in
versi e musica, patrimonio di tutto il sud prima che solo di napoli, laddove per sud intendo la gente del
sud, quel particolare tipo di abitante del pianeta terra che ama il suo territorio, che si proietta nel futuro
con amore grazie al suo presente saldamente radicato nel passato, serba nel suo cuore il rispetto per gli
insegnamenti della tradizione, pur riuscendo a sposarla con l’elaborazione del presente; gente che vive e
ama la famiglia, la casa, il cibo, la natura e tutti i suoi figli e frutti, che vive di cultura semplice e sana,
che pratica i valori umani e sa come alimentarli… a farla breve, persone di cuore, o meglio, persone già di
cuore, giacche è solo questione di tempo perche tutti diventeremo persone di cuore, semplicemente
vivendo e traendo esperienza dal nostro vivere.

Paola De Conciliis
Viticoltori De Conciliis
La famiglia De Conciliis possiede terre a Prignano da moltissimi anni, ma è solo nel 1996, che i fratelli De
Conciliis decidono di provare la viticoltura, prima c’erano galline ovaiole e vacche da latte. All’inizio
furono modificati i serbatoi del latte per la vinificazione,si raccoglieva l’uva la mattina e si faceva il vino
di pomeriggio. I metodi di coltivazione sono sempre stati rispettosi dell’ambiente, inizialmente c’è stata la
lotta guidata(lotta integrata, con monitoraggi per non intervenire se non necessario).
L’azienda ha ottenuto la certificazione biologica terreni e colture.
La famigliaUna crescita graduale e lenta, che ha portato ad un’affermazione sicura sui mercati nazionali
ed internazionali. Il 65% delle vendite è rappresentato oggi dalle esportazioni, nella quasi totalità sul
mercato usa.
Gli operai di De Conciliis lavorano tutti da moltissimi anni, un esempio è Maria, la famiglia del marito è
amica da moltissimi anni di quella dei de conciliis, e lei vi lavora diciassette, vi si trova molto bene, come
in famiglia, ed il suo viso è uno dei simboli dell’azienda, la sua foto è ovunque.

Celeste Bucci de Santis
Azienda Agricola Piano dell’Anno
La mia azienda agricola è nata a febbraio 2014, con l’acquisto dei terreni nella zona Piano dell’Anno a
Prignano Cilento, per piantarvi i bulbi di zafferano che avevo ordinato e per preservare l’ambiente e la
biodiversita’ del territorio. Da allora molte cose sono successe e dopo aver analizzato il terreno e le sue
risorse dopo una prima grande pulizia, era impenetrabile, sono arrivata alla conclusione che oltre allo
zafferano, ed alla canapa alimentare che ho appena seminato, non ho intenzione di piantare piu’ nulla, ma
di trasformare in modo rispettoso le risorse che ci sono in azienda. Per questa ragione e’ sorto il
laboratorio, per l’essiccazione delle erbe e per la realizzazione di altri prodotti, come il sapone e le creme
fresche che derivano dall’ uso delle risorse esistenti. Per ora è un luogo carino in affitto, ma ben presto
conto di costruire sul terreno un multilaboratorio, adatto per tutti i prodotti naturali da ottenere,
principalmente per il benessere.

prignano

Ancora

LavoroNarratoLogoLo so che lo sapete ma mancano 4 giorni alla nostra fantastica notte.
4 giorni nei quali possiamo fare ancora tantissimo per farla diventare ancora più bella e partecipata.
Piazze, strade, bar, biblioteche, associazioni, palestre, case (nella versione con amici e tete-a-tete), auto, l’importante è esserci, testimoniare che per noi il lavoro è importante, vale.
Solo nel gruppo su Facebook siamo – nel momento in cui scrivo -, 1278; se ognuno di noi ne parla con 2 amici abbiamo parlato con 2556 amici, se anche solo il 10 percento decide di partecipare ci saranno altri 255 posti che si uniranno a noi la sera del 30 Aprile. E poi ci sono Twitter, Instagram, Youtube, Google +, Linkedin, ecc.
Non aggiungo altro. Soltanto Jamme. Andiamo. Let’s go. Adelante.
‘Sta nuttata ‘e sentimento nun è fatta pe’ durmì.
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Sassinoro, Benevento, c’è

Caro Vincenzo,
L’Associazione Turistica Pro Loco di Sassinoro (BN) anche quest’anno parteciperà alla Notte del Lavoro Narrato.
Nell’edizione 2014 abbiamo ascoltato storie di sassinoresi che tanti anni fa hanno lasciato il paese per recarsi all’estero in circa di fortuna, di giovani che oggi sono costretti a lasciare il paese a causa del lavoro, di chi in paese ci è venuto o è rimasto, storie di uomini e donne, diverse tra loro, denominatore comune: il lavoro!

Quest’anno i bambini intervistano gli adulti:
raccontami il tuo lavoro!

Sassinoro c’è!!!
Buon “lavoro” a tutti!!! 🙂

sassinoro

Vaghe Stelle c’è

di Valentina Anzoise

La sera del 30 Aprile anche la 4° edizione del trekking di ricerca territoriale del gruppo Vaghe Stelle farà tappa a La notte del lavoro narrato.
La notte del 30 Aprile saremo infatti al nostro secondo giorno di cammino, tra Laghi e Arsiero, in Val di Posina (provincia di Vicenza), ospiti dell’Agriturismo Il Giglio Rosso.
Dalle 20.30 in poi intorno a un falò si dipanerà il nostro “filò” contemporaneo sul lavoro passato, presente e futuro delle valli dell’Altovicentino. Non un racconto nostalgico, ma un dialogo a più voci, da più punti di vista, intergenerazionale e interstellare. Una riflessione sul lavoro che c’era una volta, su quello che non c’è più, su quello nuovo che in tanti stanno costruendo in queste valli.  Parleremo anche del lavoro che ancora manca, fiduciosi che l’Altovicentino, come tanti altri luoghi straordinari e poco conosciuti dell’Italia interna, possa offrire tanto lavoro e una vita dignitosa e in armonia con gli equilibri dell’ecosistema più ampio che ospita le sue comunità.

Chi saranno i nostri “filossiéri”?
Susanna Miola (Agriturismo Il Giglio rosso),  Gregory Brunello (Cooperativa La Locomotiva), Ezio Sartore (Cooperativa Ecotopia) ed Enrico Dolgan (Le Guide), Tiziana Occhino (Sindaco di Arsiero) e poi tanti altri ancora, ovviamente insieme al pubblico e ai camminatori stellari!
Se non potrai camminare con noi e star con noi fino a sera seguici sulla pagina de La notte del lavoro narrato o sulla nostra pagina Facebook o su Twitter, @vagheste .
Mentre se pensi di riuscire ad unirti per la serata prenota subito il tuo posto intorno al fuoco scrivendo a: trekkingvaghestelle@gmail.com
I nostri hashtag: ‪#‎lavoronarrato #vaghestellefilò
vaghe stelle

Il #lavoronarrato tête-à-tête

Sì, si, avete letto bene, il titolo è proprio questo: Il #lavoronarrato tête-à-tête.
Cosa vuol dire? Vuol dire che per l’edizione 2015 assieme alle notte in piazza, in un locale pubblico, e a quella in casa con gli amici, avremo anche la notte tête-à-tête, per qualunque tipologia di coppia che per qualunque ragione vuole partecipare e non ha modo né di stare con gli amici e né di andare in piazza.

L’idea è venuta fuori nel corso di una conversazione con Mariangela Contursi e Vincenzo Longo, che la notte del 30 Aprile la passeranno con noi leggendo qualche pagina, ascoltando qualche canto, ballando, raccontando qualche storia di lavoro, magari anche la loro, che così – come mi ha scritto Mariangela – «se io racconto bene il mio lavoro a Vincenzo e lui il suo a me ci arrabbiamo di meno io la mattina quando lui si alza presto e lui la sera quando io torno tardi.»

Non so a voi, ma a me è sembrata un’idea di una forza e di una poesia straordinaria. E poi mi piace tanto questa cosa della condivisione, Mariangela e Vincenzo che con l’hashtag #lavoronarrato condividono le loro storie e quelle degli altri di ogni altra parte d’Italia.
Forza, ormai non avete scuse, qual è la prossima coppia?
Mentre voi ci pensate io dico un grande Grazie Mariangela, Grazie Vincenzo.

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Beppe Aurilia Theatre e Magicamente Clown (Clown di corsia) AnsiaNo ci sono!

di Lucia Iovine

Caro Vincenzo,
penso ti farà piacere sapere che il team Beppe Aurilia Theatre, affiancato dall’associazione Magicamente Clown (Clown di corsia), AnsiaNo – siamo in tutta  circa di 120 attori, il 30 aprile parteciperà alla “Notte del lavoro narrato” per raccontarsi, riscoprirsi e condividere passioni.
Insieme abbiamo deciso di catapultarvi nella nostra notte attraverso intrecci di storie a tratti arricchite da improvvisazioni dei nostri attori principali. Saremo lieti di rendervi partecipi a questa danza, quasi cosmica, materializzata nel viver comune, all’insegna della collettività e dell’integrazione.
Accadrà la sera del 30 aprile, al Teatro Alighieri di Ravenna, nel corso dello spettacolo teatrale “Ultras”, a cura dell’autore – regista Beppe Aurilia.
Viviamo in un’epoca in cui tutto rischia di diventare violenza e conflitto, ma come dice il nostro regista «nonostante questo noi ci crediamo ancora.»
Follia? Utopia? Speriamo di no!

P. S.
Altre foto te le mando in settimana.
l. i.

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La Parrocchia di Santa Maria delle Grazie al Felaco, a Ponticelli, c’è

di Mariarosaria Punzo

Nella nostra parrocchia, quella di Santa Maria delle Grazie al Felaco, a Ponticelli, nella zona ex scasso, i laboratori sono un po’ come l’oratorio di un tempo.
Ogni anno abbiamo un filo conduttore seguendo il quale svolgiamo attività di ricreazione e formazione per bambini e ragazzi di età differenti.
Quest’anno insieme al nostro parroco Don Alessandro Mazzone abbiamo scelto il tema del “lavoro ben fatto” come filo conduttore delle nostre attività e abbiamo deciso di operare con i ragazzi in tale direzione.
Noi abbiamo un laboratorio di cucina, uno di traforo e due di manipolazione che operano sul territorio parrocchiale e tutti quest’anno hanno aderito a tale progetto secondo le proprie capacità e le possibilità offerte dal laboratorio stesso. Abbiamo realizzato interviste, creato manufatti, costruito plastici, scattato foto e così via che mostreremo all’intera comunità parrocchiale e a voi tutti il 30 aprile durante La Notte del Lavoro Narrato.
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Casa della Paseologia, Trevico, c’è

di Francesco Escalona
La sera del 30, anche nella Casa della Paesologia di Trevico, nel cuore della Baronia, si svolgerà una notte dedicata al lavoro narrato ed al lavoro ben fatto.
Saranno narrazioni pacate in chiave paesologica. Mito, realtà, mito. Ma Da Qui, si ha questa percezione: il mito che ci aspetta nei prossimi decenni non sarà … quello dei millenni passati, ma la sensazione del ritorno è chiara.
La ragione ha dato tutto quello che aveva. Non possiamo stare al mondo se non incrociando sogno e ragione e dunque facendo poesia e dunque andando insieme a Trevico.
La casa a Trevico e l’associazione paesologica, sono per ora una confusa reazione all’estinguersi del reale. Le comunità provvisorie non hanno un pensiero chiaro e potente, ma sentono che bisogna reagire, sottrarsi al gioco dell’economia e spostarsi da un’altra parte.
In questa chiave, la Casa partecipa a questo nuovo rito del lavoro ben fatto e narrato in una lunga notte.
Un rito contemporaneo consumato nelle stanze della casa e in quelle della casa di Ettore Scola, il regista di Trevico – Torino, monumento cinematografico al viaggio verso il lavoro mancato – e nella rete, che viene in soccorso alla ricorrenza del primo Maggio, in parte purtroppo consumata dal superamento del tempo industriale del secondo millennio.
Ci racconteremo storie residuali dei/nei paesi di quell’Italia interna che si sta consumando e svuotando, giorno dopo giorno sfarinata dal vento e dall’inconsapevole oblio.
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La notte cerca casa

Facciamo in modo che il 30 Aprile in ogni casa ci sia almeno un racconto di lavoro, come quando abbiamo appeso le lenzuola bianche al balcone per dire io sono contro la mafia, anche se questa volta lo facciamo «per»: per l’Italia del #lavorobenfatto, per l’Italia che ama quello che fa e cerca di farlo bene, per l’Italia che dà valore a quello che siamo più che a quello che abbiamo, per l’Italia che «ciò che va quasi bene non va bene».
Jamme. Andiamo. Let’s go. Adelante.
30 Aprile 2015. La Notte del Lavoro Narrato.
Sta nuttata ‘e sentimento nun è fatta pe’ durmì.
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